Il cielo non appartiene al Pentagono

Il cielo non appartiene al Pentagono

The UFO phenomenon knows neither borders nor military alliances. Yet, for nearly eighty years, its public narrative has remained largely captive to the United States, its defense institutions, and its media power. On Saturday, September 19, 2026, in Massy, the symposium “UFOs, BRICS and Geopolitics” intends to shift the focus.

Il fenomeno UFO non conosce confini né alleanze militari. Eppure, per quasi ottant'anni, la narrazione pubblica al riguardo è rimasta in gran parte appannaggio degli Stati Uniti, delle loro istituzioni della difesa e del loro potere mediatico.

Sabato 19 settembre 2026, a Massy, ​​il simposio "UFO, BRICS e geopolitica" mira a spostare l'attenzione.

Organizzato da UAP Afrique, in collaborazione in particolare con SCEAU e con l'enciclopedia d'avanguardia Orbs, l’autre Planète (editore del numero speciale Orbs Special Contact), questo evento esplorerà il modo in cui l'Africa, l'Asia e le potenze emergenti stanno affrontando, a loro volta, la questione dei fenomeni aerei non identificati.

Dal 2017, negli Stati Uniti si sono susseguite diverse rivelazioni: filmati militari autenticati, audizioni parlamentari, rapporti del Pentagono, la creazione dell'AARO e le testimonianze di piloti e funzionari dell'intelligence...

È ormai in atto un innegabile processo di divulgazione. Tuttavia, al di là della promessa trasparenza, un fatto rimane evidente: sono ancora le autorità statunitensi a selezionare i documenti, stabilire le tempistiche, definire la terminologia e fissare i confini del dibattito.

Nel guardare costantemente a Washington, abbiamo forse dimenticato il resto del cielo?

Tuttavia, sono state registrate osservazioni in ogni continente. Il Brasile possiede vasti archivi militari declassificati. La Russia e l'ex Unione Sovietica hanno studiato fenomeni segnalati nei pressi di siti strategici. La Cina dispone di proprie reti scientifiche e militari di sorveglianza aerea.

Anche India, Indonesia, Egitto e Sudafrica si sono confrontati con osservazioni che, in virtù delle rispettive storie, culture ed esigenze di sovranità, hanno interpretato in modo differente.

Per quanto riguarda il continente africano, esso rimane in gran parte assente dalle principali panoramiche internazionali, come se le esperienze di intere popolazioni non meritassero di entrare a far parte del registro globale degli UFO/UAP.

È proprio questo squilibrio che il simposio "UFO, BRICS e Geopolitica" intende esaminare.

Non per contrapporre artificiosamente un blocco del Sud a un blocco occidentale, né per sostituire un segreto di Stato con un altro, bensì per restituire al fenomeno la sua vera dimensione: planetaria, multipolare e transculturale. La questione non riguarda più soltanto ciò che attraversa il nostro spazio aereo; si tratta anche di stabilire chi raccolga i dati, chi li conservi, chi li condivida e chi rivendichi il potere di costruirne la narrazione.

Dalle questioni nucleari alle politiche africane

La giornata si aprirà con l'intervento di Stéphane Royer, coautore insieme a Didier Gomez del libro UFOs and Nuclear Power: Are We Under Surveillance? (UFO ed energia nucleare: siamo sotto sorveglianza?).

La sua presentazione analizzerà i collegamenti tra le osservazioni di UFO/UAP e gli impianti nucleari nei paesi BRICS. Si tratta di un tema particolarmente delicato, che si colloca all'intersezione tra sicurezza, intelligence e sovranità nazionale.

Le incursioni segnalate nei pressi di centrali elettriche, basi, silos o centri di ricerca non riguardano soltanto gli Stati Uniti o la Francia: in realtà, esse interpellano tutte le potenze nucleari.

"Chi afferma di non essere interessato al fenomeno UFO/UAP mente, perché, prima o poi, i più alti vertici militari o politici finiscono per occuparsene", osserva l'ex organizzatore delle "Cene UFO" di Parigi.

Marie-Angélique Thuillier – artista, psicologa clinica, testimone dell'ondata di avvistamenti del 1990 e membro, tra l'altro, di UAP Check e SCEAU – presenterà quindi tre ritratti di donne ufologhe emblematiche dei paesi BRICS.

"Investigatrici, autrici ed editrici: alcune di loro hanno fondato centri di ricerca e costituito i propri team".

È un modo per dare visibilità a ricercatrici troppo spesso cancellate da una storia dell'ufologia ancora raccontata attraverso poche figure maschili occidentali di spicco.

Dopo la pausa pranzo, Paola Garijo – scrittrice, viaggiatrice e collezionista di archivi ufologici – proporrà una retrospettiva dedicata al Sud-est asiatico, includendo Indonesia e Malesia. Questa regione rappresenta un crocevia straordinario di narrazioni, tradizioni spirituali, esperienze militari e osservazioni contemporanee. Sarà inoltre l'occasione per creare un legame "tra gli avvistamenti e le persone, perché l'ufologia è, innanzitutto, un'avventura umana, una connessione con gli esseri umani", sottolinea Paola Garijo.

Alle 15:00, il giornalista e fondatore del canale YouTube JMTV+, Jacky Moiffo, parteciperà a una tavola rotonda dedicata ai governi africani e alla questione degli UFO/UAP insieme a Charles-Maxence Layet – giornalista scientifico, ex assistente parlamentare al Parlamento Europeo, fondatore dell'enciclopedia d'avanguardia Orbs, l’autre Planète e autore di The UFO Spring.

Quali Stati raccolgono testimonianze? Quali amministrazioni dispongono di procedure di allerta o di indagine? Che fine fanno gli avvistamenti segnalati da piloti, personale militare, addetti aeroportuali o popolazioni civili? E, soprattutto, come costruire una cooperazione africana che non dipenda esclusivamente da quadri analitici, banche dati e priorità strategiche occidentali?

"La questione dell'ufologia è un tema cruciale del XXI secolo. Non è un caso che le cosiddette grandi nazioni se ne interessino e arrivino persino a competere tra loro", afferma Jacky Moiffo.

"Quando si discute delle grandi questioni geopolitiche mondiali, la questione africana tende a essere trascurata, come se l'Africa fosse solo un puntino sperduto sul pianeta. Riportare il tema dell'ufologia nella culla dell'umanità mi ha toccato profondamente", osserva il giornalista di origini camerunensi. E aggiunge:

"Il continente che, in meno di cinquant'anni, sarà il più popoloso del mondo non può restare a guardare. Al contrario, deve essere in prima linea".

Portare l'Africa nel dibattito globale

L'ultima presentazione ripercorrerà l'avventura di UAP Afrique insieme al suo co-fondatore, Jann Halexander. Nato alla fine del 2023, questo network mira a documentare gli avvistamenti in Africa, raccogliere testimonianze e far emergere una voce specifica del continente.

Da allora, articoli, interviste, programmi, mostre e pubblicazioni hanno contribuito a portare alla luce casi dimenticati e ad approfondirne le dimensioni storiche e culturali.

L'Africa non è certo una pagina bianca nella storia degli UFO. L'avvistamento collettivo presso la scuola Ariel in Zimbabwe, avvenuto nel 1994, rimane uno dei casi più celebri al mondo. Ma quanti altri eventi sono rimasti confinati nella memoria locale per mancanza di ricercatori, archivi accessibili o copertura mediatica? Quante testimonianze sono state trascurate perché espresse attraverso il linguaggio delle tradizioni ancestrali anziché quello dell'aeronautica o dell'intelligence militare?

A suo modo, il simposio di Massy darà continuità all'iniziativa avviata il 29 giugno 2026 presso l'Assemblea Nazionale francese, dove ricercatori, militari, funzionari del GEIPAN, sociologi e giornalisti hanno affrontato il tema dei fenomeni aerospaziali non identificati andando oltre la fantasia e le speculazioni.

L'evento farà, però, un passo avanti: decentrando il dibattito, moltiplicando i punti di vista e ricordandoci che nessuno Stato, nessuna forza armata e nessuna sfera culturale può arrogarsi il possesso esclusivo delle chiavi per comprendere il fenomeno.

Dietro gli UFO/UAP, infatti, sta emergendo una questione politica di grande rilievo: se alcune osservazioni corrispondono a tecnologie sconosciute, chi sarà in grado di studiarle e di padroneggiarne le applicazioni?

Se dovessero rivelare un fenomeno naturale ancora sconosciuto, come dovrebbe organizzarsi la ricerca internazionale? E se dovesse manifestarsi realmente un'intelligenza non umana, in base a quale principio il suo riconoscimento dovrebbe essere gestito da una ristretta cerchia di potenze militari?

Il cielo non appartiene al Pentagono. Né appartiene ai BRICS. È uno spazio condiviso, osservato dall'umanità nel suo complesso. Ma è giunto il momento di dare voce a tutte le sue componenti.

Informazioni pratiche

Simposio "UFO, BRICS e Geopolitica"

Sabato 19 settembre 2026, dalle 10:00 alle 17:00 (apertura porte ore 9:00)

Station Atlante, 20 rue Ampère, 91300 Massy, ​​Francia

RER B e C: Massy-Palaiseau

Programma soggetto a variazioni.

Informazioni e prenotazioni su Weezevent

Charles-Maxence Layet

Charles-Maxence Layet, assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è un divulgatore scientifico freelance specializzato in nuove tecnologie energetiche e nel cosmo elettromagnetico. È caporedattore ed editore di "Orbs Special Contact", un'opera dedicata agli UFO e all'ipotesi extraterrestre. Il suo percorso si concentra principalmente sugli aspetti umani del fenomeno UAP.

Verifica della traduzione dall’inglese di Piero Zanaboni