La conferenza ed escursione a Hessdalen del 2026 ha riunito ricercatori e appassionati provenienti da diversi paesi per tre giorni di presentazioni, dibattiti e indagini sul campo in una delle località europee più note per lo studio dei fenomeni aerei anomali (UFO/UAP).
L'evento ha unito un'intera giornata di presentazioni a Trondheim con un'escursione nella valle di Hessdalen, offrendo ai partecipanti l'opportunità non solo di discutere della ricerca sugli UAP, ma anche di visitare i luoghi e le strumentazioni che hanno reso Hessdalen un importante punto di riferimento nella storia della ricerca europea sugli UFO/UAP.
Gli organizzatori hanno strutturato deliberatamente la conferenza attorno a tre dimensioni complementari: la scienza, le prospettive accademiche e l'esperienza personale.
La conferenza è stata aperta da Erling P. Strand, uno dei fondatori del Progetto Hessdalen, il quale ha ripercorso la storia del progetto con alcune delle osservazioni documentate nella valle sin dall'avvio del programma di ricerca.
L'intervento di Strand ha offerto un'importante prospettiva storica su un'indagine che prosegue da oltre quattro decenni. Il fenomeno di Hessdalen divenne particolarmente noto in seguito al marcato aumento delle segnalazioni tra il 1981 e il 1985 e la prima grande indagine scientifica sul campo fu organizzata nel 1984.
Il Progetto Hessdalen prosegue ancora oggi come iniziativa di *citizen science* incentrata sulla raccolta di dati di alta qualità relativi al fenomeno.
Rainer Haseitl ha illustrato le attuali attività di monitoraggio strumentale a Hessdalen, che comprendono l'impiego di registratori di dati, magnetometri, telecamere e altri sensori.
La sua presentazione ha evidenziato il continuo sviluppo dell'infrastruttura di osservazione e l'impegno volto a migliorare la registrazione e le analisi automatizzate di eventuali anomalie.
Sotto questo aspetto, riveste particolare importanza il lavoro attualmente svolto presso la "Blue Box". Istituita nel 1998, questa stazione ha rappresentato uno dei primi sistemi automatizzati progettati specificamente per rilevare e registrare il fenomeno di Hessdalen.
Il progetto Hessdalen si avvale attualmente di telecamere e altri sensori, mentre sono in fase di sviluppo ulteriori apparecchiature e sistemi di rilevamento.
La conferenza ha, inoltre, affrontato il fenomeno da prospettive che vanno oltre l'aspetto puramente strumentale.
Håkon Fyhn ha presentato un approccio antropologico agli incontri con l'insolito, esplorando il legame tra esperienze anomale, cultura e interpretazione.
Francisco Mourão Corrêa, in rappresentanza della Society for UAP Studies (SUAPS), ha trattato il tema dell'epistemologia e della legittimazione scientifica, esaminando le diverse tipologie di prove nella ricerca sugli UAP e le sfide metodologiche connesse al passaggio dall'osservazione e dalla testimonianza alla definizione di prove, interpretazioni e conoscenze scientifiche.
La dimensione esperienziale è stata rappresentata da Anna Scott, Kate Thorvaldsen e Anneli Sarre, le quali hanno offerto prospettive diverse sulle esperienze personali di contatto e sulla loro successiva interpretazione. L'intervento di Anna Scott, intitolato "Da testimone a ricercatore", si è rivelato particolarmente interessante nel mostrare la transizione dall'esperienza personale all'attività di indagine, mentre Kate Thorvaldsen e Anneli Sarre hanno apportato il loro contributo offrendo le proprie prospettive sulle esperienze di contatto.
Tali interventi hanno messo in luce un aspetto fondamentale della ricerca sugli UAP: la necessità di distinguere tra la realtà - e il significato di un'esperienza - e le conclusioni che si possono successivamente trarre in merito alla sua natura o origine.
Il carattere internazionale dell'incontro è stato ulteriormente rafforzato dai contributi di ricercatori provenienti da diversi paesi e con differenti approcci metodologici.
Rodrigo Fuenzalida, direttore del gruppo di ricerca cileno sugli UFO "AION", ha presentato una selezione di casi studiati in Cile e in Patagonia, mostrando anche materiale fotografico e video.
Un'aggiunta particolarmente interessante al programma è arrivata all'ultimo momento grazie ad Artem Bilyk, docente presso un'università di Kiev, in Ucraina. Bilyk ha illustrato l'attività del centro di ricerca scientifica ucraino "Zond", dedicato allo studio di fenomeni anomali.
La sua presentazione ha descritto l'ampio approccio metodologico del centro, che si avvale di una vasta gamma di strumenti di osservazione e scientifici, tra cui telecamere, radiometri, spettrometri, magnetometri, sistemi di termografia, apparecchiature radio e altri sensori.
Oltre a questo, Bilyk ha illustrato il metodo adottato dal centro per l'identificazione e la classificazione delle osservazioni di UAP.
Questo contributo ha offerto un esempio interessante di come la ricerca sugli UAP venga affrontata in un contesto europeo molto diverso.
Alla conferenza è seguita un'intera settimana di attività sul campo nella valle di Hessdalen; i partecipanti hanno viaggiato da Trondheim ad Ålen per poi proseguire in autobus verso la valle, dove hanno visitato diversi luoghi legati al programma di ricerca di Hessdalen. L'escursione ha incluso le postazioni "Blue Box" e "White Box", oltre a vari punti di osservazione dislocati lungo la valle.
Anziché limitarsi a discutere a discutere di Hessdalen a distanza, i partecipanti hanno così potuto vedere direttamente l'ambiente in cui avvengono le osservazioni e le infrastrutture utilizzate per documentarle.
Gli organizzatori hanno descritto l'uscita sul campo come un'opportunità per "visitare il luogo, raccogliere le testimonianze" ed esplorare la valle insieme ai membri del team del Project Hessdalen, alla popolazione locale e agli altri partecipanti. Questo passaggio dalla sala conferenze al territorio è stato forse uno degli aspetti più preziosi dell'evento. Ha permesso ai partecipanti di collegare resoconti storici, strumentazione scientifica, geografia locale ed esperienza personale all'interno dello stesso contesto fisico.
L'incontro del 2026 ha anche dimostrato il carattere sempre più internazionale della ricerca su Hessdalen.
Il Project Hessdalen aveva annunciato la presenza di partecipanti e relatori provenienti da Norvegia, Germania, Portogallo, Stati Uniti, Svezia e Cile, mentre la partecipazione dell'ultimo minuto di Artem Bilyk ha aggiunto l’ulteriore prospettiva ucraina.
Vi è stato ampio spazio per numerose conversazioni e scambi tra i partecipanti, sia durante la conferenza, sia nel corso dell'uscita sul campo. Per la ricerca europea sugli UAP, questo tipo di incontri informali sono forse importanti quanto le presentazioni formali stesse.
Hessdalen ha offerto ai ricercatori, che adottano approcci molto diversi tra loro, l'occasione di incontrarsi, confrontare i metodi e stabilire nuovi contatti.
A oltre quarant'anni dall'avvio delle indagini su Hessdalen, il fenomeno rimane irrisolto. Eppure, è proprio questa natura ancora inspiegata a rendere la valle un ambiente di ricerca così interessante. L'obiettivo del Progetto Hessdalen non è semplicemente accumulare racconti su luci inspiegabili, bensì raccogliere e preservare dati che consentano di indagare le osservazioni in modo più sistematico. Il programma attuale prosegue nello sviluppo di sistemi automatizzati di osservazione e registrazione, rendendo inoltre il materiale raccolto disponibile per ulteriori studi.
La conferenza del 2026 ha offerto, dunque, qualcosa di più rispetto ai consueti convegni sugli UFO/UAP. Ha riunito ricerca strumentale, analisi accademica, indagine sui casi, antropologia ed esperienze personali, il tutto seguito dall'osservazione diretta del contesto in cui si svolge la ricerca a Hessdalen.
Per chiunque sia interessato allo sviluppo di una comunità di ricerca sui fenomeni UAP che sia più rigorosa e autenticamente internazionale, Hessdalen rimane un punto d'incontro di particolare interesse, sotto il profilo sia geografico, sia intellettuale.
Revisione della traduzione dall’inglese di Piero Zanaboni
